Mia sorella.

Un incidente, poi il buio.

1 gennaio 1993.

foto l1Una piovosa notte di capodanno. Emanuela, 21 anni, dopo aver festeggiato insieme ad alcuni amici l’arrivo del nuovo anno, si mise in macchina per ritornare a casa. Durante il tragitto, Emanuela dormiva sul sedile anteriore di una Fiat Panda 30, e il conducente dell’auto (nonché suo amico) venne colto da un’improvviso e repentino colpo di sonno.

L’auto, ormai priva di qualsiasi controllo, andò a sbattere prima su un palo del semaforo, svellendolo dal terreno e poi continuò la sua folle corsa su un palo dell’illuminazione pubblica, per poi fermarsi dentro la campagna fangosa di una notte che cambiò lafotol5 vita a lei e a tutta la sua famiglia.

Venne subito trasportata al vicino ospedale di Tricase, in provincia di Lecce, dove un medico, già esperto di intubazione, le salvò la vita. Ma Emanuela è rimasta in uno stato di coma vigile. Oggi  ha 37 anni ed è assistita in casa dai suoi familiari.Una storia che ha lo stesso eco di quello di Eluana Englaro. Ma con un finale diverso.
Ecco come ricordo quei momenti.
Dopo 4 mesi in rianimazione nell’ospedale di Lecce, trasferimmo Emanuela  ad Innsbruck, nel centro europeo di Riabilitazione Neurologica, dove c’è stato diagnosticato una situazione di stato vegetativo. Così, dopo un mese, l’abbiamo riportata a casa. I medici di Innsbruck ci dissero che avrebbe avuto solo altri 7 mesi di vita. Invece mi sono fatta coraggio, l’ho portata a casa e ora, dopo 16 anni, è ancora viva.
Quando decidemmo di portarla via da Innsbruck, era un pezzo di legno. Pian piano ho cercato di farla bere, una delle cose più difficili. Poi siamo riusciti anche a farla mangiare con l’aiuto di un'infermiera e un fisioterapista coraggiosi . Ora, anche se non parla, comunica con lo sguardo e le espressioni del volto.

Ora ha 37 anni ed è assistita in casa dai suoi familiari.

Maria Luisa